ULIVO, PROTEZIONE DAL GELO

Ulivo, protezione dal gelo

L’albero di ulivo comincia ad essere sofferente quando la temperatura invernale scende sotto i 3-4°C. Man Mano che la temperatura scende i danni si aggravano ulteriormente, interessando prima gli apici vegetativi, poi le foglie, successivamente i rami, poi le branche e infine il tronco.
L’ulivo è una pianta tipicamente mediterranea, fa parte di quelle piante “eliofile” ovvero che si avvantaggiano di un’esposizione diretta alla luce solare e necessitano perciò di un’illuminazione adeguata, al contrario, soffre l’ombreggiamento, producendo una vegetazione lassa e, soprattutto, una scarsa fioritura. Cresce e si sviluppa bene nelle regioni temperate e prossime al mare, anche se può facilmente prosperare in zone collinose purché riparate dal freddo che è il suo più temibile nemico.

La regione italiana nella quale è più coltivato l’ulivo è la Puglia, con circa 1/3 degli uliveti italiani, seguono la Calabria e la Sicilia.

I danni da freddo-gelo causati quando la temperatura decresce bruscamente, si manifestano sulle foglie della pianta; queste assumono una colorazione bronzea, gli apici dei germogli disseccano ed in seguito cadono lasciando la pianta semi o completamente defogliata. In caso di freddo intenso, si può arrivare alla necrosi del cambio nei rami più giovani estendendosi via via anche a quelli più grossi, fino a interessare branche e tronco. Dunque, la pianta presenta lesioni sui diversi organi ed il sollevamento della corteccia. Il danno si amplifica quando il fenomeno meteorologico si prolunga per giorni soprattutto in presenza di gelate o neve.

I primi danni sostanziali da freddo che danneggiano il legno, iniziano a verificarsi quando le temperature minime scendono sotto -7°C per un periodo di 8-10 giorni. Se le temperature scendono sotto -10/-12 °C anche in poche ore si hanno danni gravissimi che possono provocare la morte di tutto l’apparato aereo con sopravvivenza della sola ceppaia.

Altri fattori climatici che possono essere dannosi per la pianta di ulivo sono: il forte vento, specie se associato a basse temperature, l’eccessiva piovosità e l’elevata umidità dell’aria. Abbiamo visto che la pianta di ulivo non resiste a temperature inferiori a 10°/12° sotto lo zero, è opportuno segnalare che qualche grado in meno è ammissibile solo in presenza di ambienti secchi e in funzione allo stato della pianta, di come si manifestano le basse temperature e della varietà. Ebbene sapere che ci sono alcune varietà (cultivar) che reggono molto bene le basse temperature, altre che patiscono parecchio le basse temperature per questo motivo è importante, prima della messa a dimora, conoscere bene la zona e le caratteristiche del cultivar da adottare.

COME PROTEGGERE L’ULIVO DAL GELO E DAL FREDDO

Nel caso di gelate primaverili il danno può interessare gli organi fiorali. Le ferite provocate dal gelo diventano luoghi di infestazione della rogna (vedi-> difesa olivo). Nel caso di forti grandinate o di danni da gelo si possono eseguire interventi preventivi con poltiglia bordolese o con ossicloruri di rame. Il trattamento va fatto subito dopo il verificarsi dell’evento meteorico e va ripetuto per almeno 2 o massimo 4 giorni. Se invece i danni sono molto evidenti e si limitano alle branche e ai rami, è consigliabile attendere temperature fuori da rischi gelate, verificare il livello del danno, in base a come vegeteranno le piante (NB. se è solo sfogliatura limitata, la pianta ripristinerà velocemente la chioma), è, successivamente si deciderà se intervenire con una potatura di pulizia e diradamento del secco o se addirittura è meglio un intervento più incisivo con sbrancature o tagli sul fusto. La potatura va eseguita tagliando sotto la zona devitalizzata, si fa notare che il legno ottenuto dalla potatura deve essere assolutamente allontanato dalla pianta. La defogliazione incide sulla formazione e sviluppo delle gemme a fiore. Se supera il 25% – 30% la fioritura diminuisce progressivamente fino a mancare totalmente di conseguenza la produzione in frutti (olive) sarà minima o completamente assente.

Nelle aree fredde è altamente sconsigliabile effettuare concimazioni azotate in prossimità dell’autunno-inverno o comunque creare condizioni atte a prolungare la crescita vegetativa degli alberi, come la potatura durante la raccolta, in quanto i tagli stimolano l’attività vegetativa della pianta all’approssimarsi delle basse temperature, rendendola più sensibile al freddo.

La fase vegetativa dell’ulivo (germogliamento, quando cominciano a nascere i primi germogli) inizia quando la temperatura raggiunge i 10° – 12° C; in questa fase è molto temibile dagli olivicoltori un ritorno di freddo, perché è sufficiente un po’ di neve trattenuta dalle foglie o la formazione di ghiaccio sulle foglie, dovuto alla condensazione dell’umidità dell’aria, per provocare la caduta delle foglie stesse e in alcuni casi la morte della pianta. Per ovviare a questo disastroso problema è opportuno bloccare il più possibile l’attività vegetativa. Se il fenomeno si presenta in autunno, possiamo aiutare la pianta utilizzando dei prodotti che hanno questa funzione. Il rame per esempio è un prodotto che si utilizza nella fase autunnale proprio con lo spopo di indurire i tessuti e rallentare la vegetazione, ha anche un effetto di protezione nei periodi umidi nei confronti delle infezioni di occhio di pavone. Si consiglia, onde evitare un effetto di fitotossicità o maggior sensibilità al freddo dovuta ad un eccesso di ione rame sulle foglie, di non effettuare più di 2-3 trattamenti.

Oltre ai danni da freddo, c’è un’altra temibile avversità, le abbondanti nevicate che possono provocare danni meccanici alla struttura delle piante, soprattutto nel caso di branche compromesse da altre patologie (carie o inserite) sul tronco con un angolo troppo aperto.