Regg. (UE) 611 – 615/2014

AMBITO DI INTERVENTO 2

MIGLIORAMENTO DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’OLIVICOLTURA

Operazioni, dimostrazioni e iniziative

Le azioni ammesse dal decreto attuativo n. 6931 del 10/12/2014 che disciplina  le modalità tecniche e le procedure applicative dell’art. 29 del Reg. CE 1308/2013 del 17 dicembre 2013, del Reg. UE n. 611/2014 dell’11 marzo 2014 e n. 615/2014 6 giugno 2014, per quanto riguarda i programmi a sostegno del settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola, per all’attività 2  “MIGLIORAMENTO DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’OLIVICOLTURA” che la Soc. Cooperativa APOM a r.l. intende attuare per ciascuno degli anni compresi nel triennio 2015/2018 sono inserite all’interno delle azioni:

Azione 2.a

Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale e a rischio di abbandono

Azione 2.c

Dimostrazione pratica di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici per la lotta alla mosca dell’olivo

Azione 2.d

Dimostrazione pratica di tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell’ambiente e al mantenimento del paesaggio

Azione 2.e

Iniziative per la protezione delle varietà rustiche e delle varietà a rischio di estinzione

Pertanto le azioni di tutela e valorizzazione del territorio che si intendono attuare sono indirizzate alla promozione di uno “sviluppo durevole e sostenibile” in cui le risorse ambientali siano utilizzate senza comprometterne la “capacità di carico” e la futura qualità e capacità di rinnovarsi.
Uno sviluppo veramente “durevole” che interpreti le domande del futuro (per esempio la domanda di servizi e di qualità ambientale), e che sappia rinnovare le proprie strategie e continuamente, riqualificare le condizioni (territoriali, infrastrutturali, di servizi, ecc.) che lo sorreggono.
La Soc. Cooperativa APOM a r.l. ponendosi come obiettivo, appunto, il miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura, interpreta la necessità di proteggere i biotopi di valore sopravvissuti (in parte già protetti o comunque segnalati) e soprattutto di ridurne l’isolamento attraverso strumenti applicabili sul territorio non protetto. Di proporre un’agricoltura praticata in modo sostenibile che può dare un reale contributo alla riduzione dei gas serra attraverso l’impiego di tecniche agronomiche a basso impatto ambientale, che mirino anche alla conservazione e tutela della biodiversità. L’applicazione di pratiche che mirino alla riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili e all’uso ottimale di pratiche agronomiche, quali i sovesci, le rotazioni, colture intercalari, colture di copertura e uso di tecniche compostaggio attraverso il recupero degli scarti di potatura, ma anche le colture dedicate ecc.
In base a ciò si sono fatte precise scelte di campo andando a fare una cernita mirata sia delle porzioni di territorio da prendere in considerazione che degli interventi da applicare. Infatti le operazioni programmate offrono benefici immediati, facilmente attuabili e percepibili dagli imprenditori come effettivi vantaggi per la loro attività.
Pertanto, non saranno effettuati provvedimenti “a tappeto” e generalizzati su tutto il territorio di competenza, ma l’indirizzo è di realizzare interventi pilota che, volutamente limitati come superficie di incidenza, possano risultare efficaci, in primo luogo, come azioni specifiche di salvaguardia ambientale e miglioramento paesaggistico, ma anche come esempi esportabili, sia nel tempo che nello spazio, in altre aree territoriali, ora non soggette a questo specifico progetto.
Inoltre la concentrazione delle azioni in elementi puntuali, anche se isolati tra loro, dà la possibilità di creare una “rete fruitiva ambientale”, sia virtuale che reale, con il posizionamento di opportuna segnaletica, che garantisce ed aumenta la visibilità degli interventi stessi, nonché attuare forme promozionali degli obiettivi perseguiti.