Metodi per la lotta alla mosca dell’olivo.

Regg. (UE) 611 – 615/2014

AMBITO DI INTERVENTO 2

AZIONE 2. c

DIMOSTRAZIONE PRATICA DI TECNICHE ALTERNATIVE ALL’IMPIEGO DI PRODOTTI CHIMICI PER LA LOTTA ALLA MOSCA DELL’OLIVO, NONCHÉ PROGETTI DI OSSERVAZIONE DELL’ANDAMENTO STAGIONALE

La mosca delle olive (Bactrocera oleae) è tra i più pericolosi fitofagi dell’ulivo presente in tutti gli oliveti italiani.

I danni causati dalla larve della mosca dell’olivo sono di tipo quantitativo e qualitativo. Sotto l’aspetto quantitativo determinando una sottrazione di una parte considerevole della polpa con conseguente riduzione della resa in olio e la cascola precoce dei frutti attaccati. Sotto l’aspetto qualitativo va considerato il sensibile peggioramento della qualità dell’olio estratto da olive caratterizzato da una spiccata acidità e una minore conservabilità in quanto presenta un numero di perossidi più elevato. Dagli attacchi di mosca derivano secondariamente deprezzamenti qualitativi più o meno gravi dovuti all’insediamento di muffe attraverso i fori di sfarfallamento. Questo peggioramento qualitativo si evidenzia in modo notevole negli oli ottenuti da olive bacate raccolte da terra o stoccate per più giorni prima della molitura.

A tal fine, l’APOM, nei precedenti cicli produttivi, nell’ambito delle attività previste nei progetti approvati da AGEA ai sensi dei Reg. Ce 1334/02, 1331/04, 2080/05 e 867/08, ha affrontato il problema “Mosca delle olive” puntando, attraverso uno staff tecnico specializzato, sul monitoraggio dell’insetto e conseguentemente sui consigli alle aziende assistite sugli interventi più opportuni per contrastarne la diffusione, prima di tutto utilizzando prodotti chimici di sintesi che avessero una efficacia larvicida ed adulticida a basso impatto ambientale. Nel triennio in corso, nell’ambito Reg UE n. 1220/2011 con D.D.G. n. 891 del 28/03/2012 che ha modificato il Reg. CE 867/08, ha realizzato campi dimostrativi nei quali sono state attuate tecniche di lotta alla mosca a basso impatto ambientale.

Tale programma di attività, perfettamente in sintonia con il progetto per il miglioramento della qualità della produzione dell’olio di oliva che l’APOM attuerà nell’Azione 4.a,  con il quale anzi si integra, si differenzia da quest’ultimo perché le opere tecniche di       dimostrazione pratica di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici per la lotta alla mosca dell’olivo saranno attuate avranno scopo essenzialmente dimostrativo esclusivamente su aziende olivicole in regime di produzione convenzionale su una superficie limitata e circoscritta non superiore ad 1 ettaro (per i campi pilota), che potrebbero aderire in futuro da sole o in forme associate alle misure agro-ambientali previste dal PSR della Regione Siciliana. Anche il progetto di osservazione dell’andamento stagionale sarà attuato esclusivamente su aziende olivicole in regime di produzione convenzionale (per la rete di stazioni agrometeorologiche).

OBIETTIVI

Obbiettivo della misura è di razionalizzare la difesa fitosanitaria, attraverso la riduzione del numero dei trattamenti, un impiego più oculato dei prodotti chimici di sintesi, favorendo il ricorso sempre maggiore a mezzi biologici e agronomici in grado di contrastare lo sviluppo della mosca, al fine di fornire un sempre più valido aiuto all’agricoltore, aumentando l’efficacia delle decisioni nell’ambito della difesa fitosanitaria. In tale contesto l’APOM intende:

  • Sviluppare e realizzare un progetto di OSSERVAZIONE DELL’ANDAMENTO STAGIONALE DELL’INFESTAZIONE della mosca dell’olivo per mezzo di una rete di stazioni agrometeorologiche di tipo elettronico-automatico, per il monitoraggio dei fattori meteorologici utili alla creazione di un sistema di “agro-allert” correlato agli attacchi di Bactrocera oleae (mosca delle olive), allertando con sistemi di mobile Messaging (SMS) gli utenti abilitati al servizio.
  • REALIZZAZIONE DI CAMPI PILOTA, a carattere dimostrativo, al fine di diffondere sistemi di lotta alla mosca alternativi a quella chimica, a basso impatto ambientale ecocompatibili con l’ambiente circostante; infatti, la sempre più forte esigenza di preservare l’ambiente, la sua biodiversità e la salute dell’uomo anche nell’attività agricola, ha fatto sì che in commercio si siano diffusi diversi prodotti a carattere preventivo e adulticida che ne rendono pratico e possibile il loro utilizzo anche in aziende in regime di produzione biologica. Con tale azione si vuole pertanto dimostrare con diversi “campi pilota” l’uso di questi prodotti alternativi a basso impatto ambientale e solo su aziende in regime di produzione convenzionale che in futuro vorranno aderire ai programmi agro-ambientali previsti nel PSR Sicilia.
  • Agevolare l’adesione di aziende olivicole a misure agro-ambientali del PSR Sicilia;
  • Favorire la commercializzazione di oli di oliva di qualità con certificazioni di agricoltura biologica.

REALIZZAZIONE DI UNA RETE DI STAZIONI AGROMETEOROLOGICHE DI TIPO ELETTRONICO-AUTOMATICO, PER IL MONITORAGGIO DEI FATTORI METEOROLOGICI, “CONGIUNTO” AL MONITORAGGIO DELL’INFESTAZIONE ATTIVA PER MEZZO DI TRAPPOLE CROMO-ATTRATTIVE, UTILE ALLA CREAZIONE DI UN SISTEMA DI “AGRO-ALLERT” CORRELATO AGLI ATTACCHI DI BACTROCERA OLEAE (MOSCA DELLE OLIVE) A LIVELLO COMPRENSORIALE.

Con tale intervento il progetto intende realizzare una rete di stazioni agrometeorologiche di tipo elettronico-automatico, per il monitoraggio dei parametri meteorologici al fine di fornire agli imprenditori agricoli, supporti decisionali relativi al rischio di infestazioni di Bractrocera oleae. Il clima gioca un ruolo importante per lo sviluppo di questa specie che sono diverse per i singoli stadi di vita di questo insetto (tre stadi larvali). I fattori climatici che più di altri favoriscono l’attività dell’insetto sono: temperatura e umidità.

La temperatura è il fattore naturale che influenza maggiormente la biologia della mosca delle olive rallentando fino ad impedirne lo sviluppo. Le condizioni di temperatura ideali per questo insetto sono quelle comprese tra 22-30°C. Il periodo di pre-ovideposizione delle femmine neo sfarfallate è di circa 5-7 giorni alla temperatura di 25°C, mentre la durata dello stadio di uovo, larva e pupa è rispettivamente di 3, 14 e 15 giorni. Gli adulti della mosca diventano attivi solo quando la temperatura supera i 14°C e si arresta allorquando questa supera i 31-33 °C. Va sottolineato che il perdurare di giornate estive caratterizzate da alte temperature (maggiori di 31°C), bassa umidità ed assenza di pioggia causano un’elevata mortalità delle uova e delle larve presenti all’interno dei frutti.

La temperatura, quindi, rappresenta un fattore limitante lo sviluppo dell’insetto: sotto i 6-7°C o sopra i 35°C si ha la completa inattività degli adulti e, per periodi prolungati, la loro devitalizzazione. Gli adulti iniziano a volare a temperature di 13-14°C, mentre l’attività riproduttiva richiede almeno 16- 17°C. In campo, in estate, le temperature all’interno della chioma sono mitigate dal microclima che in essa si crea. Nelle drupe esposte al sole la temperatura della polpa può raggiungere i 36°C, così da determinare, in certe annate, una mortalità del 90% di uova e larve di I età.

L’andamento climatico del sud Italia limita lo sviluppo della mosca in piena estate (luglio e primi di agosto), con blocco delle ovideposizioni e morte delle giovani larve. Generalmente, con le basse temperature di fine autunno-inizio inverno si ha l’allungamento dei tempi di sviluppo che consentirebbe di giungere, nelle zone interne o di alta collina, alla raccolta con basse infestazioni.

In condizioni di umidità relativa modesta e con temperature elevate gli adulti della mosca interrompono la riproduzione in attesa che le condizioni favorevoli vengano ristabilite dalle prime piogge di fine estate; le drupe riacquistano turgore tale da indurre l’ovideposizione. In oliveti irrigui tali requisiti possono essere raggiunti più facilmente ed anticipatamente dalle drupe ed inoltre il microclima più umido mitiga gli effetti nocivi delle temperature elevate sul ciclo della mosca. Nelle zone meridionali valori di umidità relativa bassi (< 50%) sono abbastanza frequenti. Nell’ambito dello stesso oliveto valori più alti di umidità si riscontrano all’interno della chioma e in avvallamenti del terreno e ciò deve essere tenuto presente per i monitoraggi e campionamenti.

Gli effetti delle temperature, e degli altri elementi climatici, sullo di sviluppo dell’insetto, possono essere verificati solo con i monitoraggi (mediante trappole cromo-attrattive) e campionamenti.

La conoscenza di come questi fattori limitino o favoriscano il suo sviluppo, incrociati (per mezzo di un apposito software) con il monitoraggio dell’infestazione attiva (mediante trappole cromo-attrattive) e i campionamenti delle olive consente quindi di poter condurre una lotta più efficace, senza sprechi e soprattutto riducendo sensibilmente l’impatto ambientale complessivo degli interventi praticati.

Tale azione è tanto più efficiente quanto più tempestivi sono il rilevamento, l’elaborazione e la divulgazione dei dati nonché la puntualità nel tempo e nello spazio con cui le indicazioni operative raggiungono il maggior numero di destinatari.

Attualmente gran parte dei dati vengono diffusi attraverso sistemi tradizionali, quali affissione delle locandine in luoghi pubblici, pubblicazione su stampa locale, su siti internet di settore o attraverso la registrazione su numeri verdi: tale tipo di diffusione non risponde ad esigenze di tempestività e di capillarità sul territorio, perdendo quindi di efficacia, per tale motivo e per rispondere in modo pronte ed efficace l’Apom a r.l. intende realizzare una propria “rete agrometeorologica”.

In particolare la “rete agrometeorologica” in telemisura (collegate per via telematica con postazioni informatiche remote) sarà costituita da un adeguato numero di stazioni automatiche tarate ed efficienti in grado di controllare il territorio interessato dal presente progetto.

Le stazioni metereologiche sono distribuite in porzioni rappresentative di territorio olivicolo (comprensori, con caratteristiche microclimatiche omogenee e rappresentative: Mistretta, Caronia, Torrenova, Tripi, Gualtieri Sicaminò e Limina) in questione a diverse fasce altimetriche e vanno ad intensificare le informazioni agrometeorologiche diffuse a livello regionale. Ogni stazione meteorologica istallata, è dotata di anemometro, pluviometro e barometro digitale. Le sei stazioni meteo permettono un monitoraggio dei dati metereologici a livello comprensoriale esteso all’intera Provincia.

I dati rilevati vengono inviati ad una piattaforma informatica che, attraverso un software dedicato (all’uopo realizzato), che li elabora individuando le condizioni agro-meteorologiche favorevoli agli attacchi di Bractrocera oleae, ed allertando con sistemi di mobile Messaging (SMS) gli utenti abilitati al servizio (tale servizio predisposto per tutte le aziende aderenti alle varie iniziative progettali e quelle socie che ne fanno richiesta). La scelta dello strumento mobile (cellulare) risulta strategica, in considerazione dell’ampia disponibilità dei sistemi wireless anche presso il mondo agricolo. Tale processo di monitoraggio dei parametri agro-meteorologici, unitamente al campionamento delle popolazioni del fitofago, per mezzo delle trappole cromo-attrattive, consentirà di mettere in atto una corretta gestione di sistema di lotta integrata alla mosca delle olive.

Si provvederà anche all’elaborazione di un bollettino settimanale, contenente informazioni sull’andamento climatico e conseguente evoluzione dello sviluppo della mosca, nonché consigli utili sulle modalità e principi attivi più idonei e a basso impatto ambientale per la lotta; questo sarà reso disponibile sul sito www.apom.it.

Ulteriore utilità della rete agrometeorologica:

Oltre che per il monitoraggio fitopatologico di Bractrocera oleae i dati rilevati attraverso la “rete agrometeorologica”, andranno a costituire una base informativa, per offrire altri servizi di previsioni meteo, applicazioni sull’irrigazione, sulla difesa fitosanitaria per altri parassiti (in sintonia con le azioni 2.d e 4.a), sulle gelate, ecc.

A ciò si aggiunge l’importanza che il dato meteorologico (anche quello acquisito nelle stazioni agrometeorologiche) assume per applicazioni nel campo ambientale e per gli aspetti di protezione civile, e che fanno del dato un bene comune, importante per gli aspetti produttivi, ambientali, sociali e tutela del territorio.

REALIZZAZIONE DEI CAMPI PILOTA

Il progetto prevede la selezione di alcuni oliveti individuati come “impianti guida” ove poter effettuare i campi sperimentali di lotta alla mosca delle olive (Bactrocera Oleae). Le aziende selezionate saranno individuate tra quelle che non avranno aderito alle misure agroambientali previste nell’ambito dei PSR regionali. Al termine di ogni annualità verrà fornito ad Agea l’elenco dei soggetti con il relativo cod. CUAA presso i quali sono state realizzate le azioni dimostrative.

In questo contesto, nei diversi oliveti “considerati rappresentativi”, verrà studiato l’impatto delle suddette pratiche viste in relazione al miglioramento dell’impatto ambientale e della qualità del prodotto. Le informazioni riguardanti la corretta gestione colturale per la lotta alla mosca con metodi alternativi a quelli chimici nelle diverse realtà produttive saranno trasmesse ai produttori attraverso opportuni eventi dimostrativi mediante azioni di divulgazione e formazione.

I modelli olivicoli che verranno presi a riferimento sono i seguenti:

  • Oliveti storici con densità di impianto e produttività non elevata, età di almeno 50 anni, ad alto valore ambientali e paesaggistiche;
  • Oliveti tradizionali di almeno 150 piante/ha, di età non superiore a 50 anni, in condizioni di ottima vocazionalità climatica per qualità e quantità della produzione, giacitura del suolo idonea per la meccanizzazione delle pratiche colturali, di cultivar italiane diffuse nelle aree di riferimento.

Le attività dimostrative che si ripeteranno in ciascuna delle 3 annualità e per non più di 2 anni per ciascuna azienda selezionata, saranno attuate dai 5 tecnici incaricati attraverso la creazione di “protocolli di gestione” contenenti un sistema di conoscenze immediatamente applicabili nei comprensori di riferimento e trasferibili ad altri analoghi.

In particolare i protocolli riguarderanno tutte le tecniche ritenute ordinarie nella corretta gestione fitopatologica della lotta alla mosca a basso impatto ambientale alternativi a quelli chimici.

Per la fase della difesa i protocolli prevedono l’impiego a carattere dimostrativo di metodi d’intervento preventivi attraverso l’impiego di strumenti a cattura massale e/o repellenti e protettivi oppure in alternativa metodi curativi che prevedano l’utilizzo di prodotti selettivi per tutte le cultivar di olivo, che abbiano un ottimo profilo eco – tossicologico ed inseriti nei disciplinari di produzione biologica.

Tutti i dati raccolti saranno inseriti sul sito internet appositamente modificato da un esperto o società e tutto il materiale raccolto dai tecnici sarà opportunamente verificato dal tecnico.

In particolare si prevede di utilizzare nei campi dimostrativi i seguenti prodotti per tastare l’efficacia e dimostrare la praticità di utilizzo:

  • Trappole a sacchetto del tipo “Ecotrap” installate a partire del mese Luglio ed integrate almeno 2/3 settimane prima della raccolta con uno o più trattamenti a base di bioinsetticida a base di Beauveria Bassiana ad azione di contatto e con attività deterrente all’ovodeposizione. Le “Ecotrap” sono costituite da un sacchetto in politilene, con attrattivo a base di feromoni, sali di ammonio e insetticida piretroide distribuito esternamente sulla pellicola della trappola. Durante i mesi estivi di luglio ed agosto, in presenza di voli elevati, è possibile integrare questo metodo con un trattamento localizzato sulle piante perimetrali dell’appezzamento. In prossimità della raccolta, quando le olive in fase di maturazione esercitano un forte potere attrattivo nei confronti delle mosche, il metodo può essere integrato, in caso di volo persistente, da 1 o più trattamenti con insetticida ed esca proteica ammesso in biologico a cadenza settimanale fino alla raccolta senza alcun problema di residuo. Per una migliore efficacia tali prodotti saranno distribuiti, possibilmente, su una porzione di uliveto di circa 1 ettaro La presenza della mosca delle olive e le olive danneggiate saranno verificate sia nel campo dimostrativo che in uno attiguo non trattato (Testimone) con trappole cromo attrattive al feromone.
  • Cattura massale dei Ditteri; in tal caso, si procederà ad innescare delle trappole alimentari (che possono essere costruite anche in azienda con bottiglie di polietilene) con una soluzione composta da un’esca proteica e insetticida. Le trappole vanno collocate nel perimetro esterno del frutteto e all’interno in modo omogeneo nella zona medio alta della chioma approssimativamente a 1,5 metri di altezza, sulla parte della chioma esposta a sud, evitando l’esposizione diretta ai raggi solari ed il contatto con rami e foglie. In caso di evaporazione del liquido attrattivo si provvede alla sostituzione della bottiglia. Il numero di bottiglie-trappole per ettaro di superficie coltivata varia secondo la presenza dell’insetto, la varietà, la giacitura e l’esposizione. Il metodo può essere impiegato ad integrazione di altri mezzi come i trattamenti adultici/larvicidi o con la cattura massale con trappole cromotropiche gialle. Il campo dimostrativo sarà realizzato su una porzione di uliveto di circa 1 ettaro. L’efficacia del presidio sarà valutata con la presenza della mosca su un porzione di terreno attigua (testimone) dove il tecnico valuterà la presenza dell’insetto inserendo i dati raccolti su apposita modulistica;
  • Caolino in polvere la cui azione si basa sulla rifrazione della luce e del calore che interferisce sull’azione parassitaria della mosca delle olive. Presente in polvere, facilmente sospendibile in acqua viene irrorato sulla chioma delle piante da trattare formando così una patina che allontana la presenza della mosca delle olive. Per tale motivo verrà fatta una prova dimostrativa su una porzione di uliveto di circa 1 ettaro e sarà confrontata l’efficacia con un testimone adiacente tramite monitoraggio dei parassiti con trappole cromo attrattive al feromone (n. 3 per campo e testimone);
  • Trappole cromo-attrattive posizionate nell’ordine di una per pianta su una superficie pari a ad 1-2 ettari. L’azione è dovuta alla colorazione dei pannelli (di color giallo) che attira la mosca, sui quali è stata disposta colla che catturerà l’insetto adulto. Durante i mesi estivi di luglio ed agosto, in presenza di voli elevati, è possibile integrare questo metodo con un trattamento localizzato sulle piante perimetrali dell’appezzamento. In prossimità della raccolta, quando le olive in fase di maturazione esercitano un forte potere attrattivo nei confronti delle mosche, il metodo può essere integrato, in caso di volo persistente, da 1 o più trattamenti con insetticida ammesso in biologico a cadenza settimanale fino alla raccolta senza alcun problema di residuo. L’efficacia del presidio sarà valutata con la presenza della mosca sia sul campo trattato che su un porzione di terreno attigua (testimone) dove il tecnico valuterà la presenza dell’insetto inserendo i dati raccolti su apposita modulistica;
  • Esca proteica a base di spinosad che è una miscela di due tossine dotate di notevole attività insetticida, ottenute attraverso un processo naturale di fermentazione da un batterio Actinomicete del suolo. Le sostanze attrattive sono costituite da proteine vegetali, sostanze stabilizzanti, zuccheri, umettanti e sostanze che mantengono la soluzione applicata viscosa. Il prodotto, un formulato in cui sono miscelati esca alimentare e principio attivo (spinosad), deve essere distribuito in banda di circa 15-20 cm di larghezza ottenuta con un getto unico e ugello singolo a file o piante alterne. Si dovrebbero iniziare i trattamenti alla cattura dei primi adulti, per continuarli fino alla raccolta, tenendo presente che il fitofarmaco ha un tempo di carenza di sette giorni, quindi, ogni sette – dieci giorni sarà necessario ripetere l’intervento per mantenere la copertura e l’efficacia del metodo. Oggi sono ammessi 5 trattamenti massimo per l’oliveto (corrispondenti quindi a circa 50 giorni di copertura). Per una migliore efficacia tale prodotto sarà distribuito, possibilmente, su una porzione di uliveto di circa 1 ettaro. L’efficacia del presidio sarà valutata con la presenza della mosca sia sul campo trattato che su un porzione di terreno attigua (testimone) dove il tecnico valuterà la presenza dell’insetto inserendo i dati raccolti su apposita modulistica;
  • Si vuole testare anche il metodo di lotta antibatterico, che si è dimostrato abbastanza efficace se usato tempestivamente, specie quando si utilizzano mix di rame e propoli (in mix o separati, usati come deterrenti e larvicidi). Si è inteso con questa sostanza sfruttare l’azione del rame che, oltre a combattere eventuali batteriosi ed attacchi fungini, irrobustisce la cuticola vegetale sia della foglia che della drupa contrastando l’ovideposizione. Da ricerche condotte, un’altra probabile azione del rame è quella di devitalizzare i batteri che la mosca olearia fornisce sulla superficie dell’uovo deposto e che permettono alla larva nascente, nei primi periodi, di metabolizzare i grassi. Si è contato sul fatto che durante la deposizione dell’uovo, il rame sia in parte trascinato all’interno della cuticola della drupa e venga così a contatto con l’uovo. Si deduce come sia importante a tal fine, una copertura uniforme di ossicloruro, o, comunque, di prodotti ramei. Per una migliore efficacia tale prodotto sarà distribuito, possibilmente, su una porzione di uliveto di circa 1 ettaro. Anche in questo caso l’efficacia del presidio sarà valutata con la presenza della mosca su un porzione di terreno attigua (testimone) dove il tecnico valuterà la presenza dell’insetto inserendo i dati raccolti su apposita modulistica;
  • Trappole attrattive del tipo MAGNET OLI è un metodo innovativo (Attract & Kill) per il controllo della Mosca dell’olivo. L’impiego di MAGNET OLI prevede l’installazione sugli olivi di pannelli attrattivi, costituiti da supporti impregnati di insetticida, con presenza di attrattivi per gli adulti (feromone e/o attrattivo alimentare). Lo scopo è di attirare gli adulti di B. oleae per procurare il contatto con il piretroide, in modo da eliminarli. Il sistema è studiato per assicurare la protezione contro la Mosca delle olive per tutta la stagione, perciò è necessario l’intervento precoce, due o tre settimane prima che la drupa diventi ricettiva alle punture della mosca. In molte zone olivicole questo periodo coincide con la fine del mese di giugno e l’inizio di luglio. E’ consigliato collocare in campo, con una sola applicazione 100 pannelli attrattivi per ettaro in zone dove la pressione della mosca è da bassa a media; 150 pannelli attrattivi per ettaro nelle zone dove la pressione è da media a elevata; In appezzamenti in cui gli ulivi hanno una densità di 80-120 piante per ettaro, è consigliato impiegare un pannello attrattivo per ogni pianta. Per una migliore efficacia tale prodotto sarà distribuito, possibilmente, su una porzione di uliveto di circa 1 ettaro. Anche in questo caso l’efficacia del presidio sarà valutata con la presenza della mosca su un porzione di terreno attigua (testimone) dove il tecnico valuterà la presenza dell’insetto inserendo i dati raccolti su apposita modulistica;
  • Strategia di applicazione di NU BAIT (esca proteica e insetticida). Questo metodo di lotta consiste nel realizzare a partire dal mese di giugno il monitoraggio del parassita e al superamento della soglia, si possono iniziare i trattamenti adulticidi con le esche proteiche attivate (ammesse anche in biologico). Si tratta di miscelare 1 l/hl di esca proteica (NU BAIT) con 100 g/hl dideltametrina o 250 g/hl di dimetoato al 40% di principio attivo; l’intervento va eseguito distribuendo la miscela sul lato sud della vegetazione trattando a filari alternati o comunque distanziati tra loro di 20 metri. Si consiglia di applicare almeno 300 ml di miscela a pianta; le gocce del preparato insetticida devono essere piuttosto grossolane, in modo da rimanere attive più a lungo sulla vegetazione. La soglia di intervento è di 1-2 catture/trappola/settimana nelle olive da mensa, mentre sale a 20-25 adulti/trappola/settimana nelle olive da olio. Il trattamento deve essere ripetuto ogni 15-20 giorni (o anche prima se sopraggiungono piogge superiori ai 20 mm) durante tutto il periodo del volo della Mosca. Per una migliore efficacia tale prodotto sarà distribuito, possibilmente, su una porzione di uliveto di circa 1 ettaro. Anche in questo caso l’efficacia del presidio sarà valutata con la presenza della mosca su un porzione di terreno attigua (testimone) dove il tecnico valuterà la presenza dell’insetto inserendo i dati raccolti su apposita modulistica;
  • Strategia integrata: In prossimità della raccolta, in caso di volo persistente della mosca, si può intervenire con NATURALIS per coprire il periodo che va dalla fine della persistenza del p.a. chimico alla raccolta, senza alcun problema di residui.Per una migliore efficacia tale prodotto sarà distribuito, possibilmente, su una porzione di uliveto di circa 1 ettaro. Anche in questo caso l’efficacia del presidio sarà valutata con la presenza della mosca su un porzione di terreno attigua (testimone) dove il tecnico valuterà la presenza dell’insetto inserendo i dati raccolti su apposita modulistica;
  • Campo dimostrativo con biocidi naturali (es. Sapone di potassio ecc.) da utilizzare a livello comprensoriale su una superficie di circa 1 ettaro.L’efficacia del presidio sarà valutata con la presenza della mosca sia sul campo trattato che su un porzione di terreno attigua (testimone) dove il tecnico valuterà la presenza dell’insetto inserendo i dati raccolti su apposita modulistica;